Proverbio cilentano

Chi è cattivo deve essere prudente e non si deve aspettare niente di buono

IN GIRO PER IL CILENTO ROSCIGNO VECCHIA

126025665_2926271190942950_743454721599218033_ojpgIl Comune di Roscigno si divide in due parti: Roscigno Vecchia e Roscigno Nuova. Roscigno Vecchia, il centro storico, è una frazione completamente disabitata da tempo a causa della presenza di diverse frane. Il centro storico di Roscigno inizia a svuotarsi intorno all'anno 1902 a causa di due ordinanze del genio civile (la legge speciale n. 301 del 7 luglio 1902 e la legge n. 445 del 9 luglio 1908) che obbligano la popolazione al trasferimento nell'attuale ubicazione del paese, Roscigno nuova.

In Roscigno Vecchia attualmente risiede un solo abitante (Giuseppe Spagnuolo[2][3][4]) che, dopo la morte di Dorina, unica vera ultima residente, si è trasferito in una delle vecchie case, trascorre le giornate per le vie deserte del paese dove, talvolta, giunge qualche turista; il solitario abitante ne approfitta allora per fare da cicerone. Nel 2000 il centro storico di Roscigno contava 1 abitante[5].

IN GIRO PER IL CILENTO  CAPACCIO PAESTUM

Il suo territorio si estende da ovest a est dal mar Tirreno al Monte Soprano (1 082 m s.l.m.) e da nord a sud dal fiume Sele al fiume Solofrone.

Il paesaggio è caratterizzato, da ovest verso est, da una lunga linea di costa, con spiagge sabbiose larghe anche 80 metri, seguita da una fascia pinetata quindi da una vasta pianura, intensamente coltivata, che giunge fino alle pendici del gruppo montuoso, rientrante nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dove sorge il nucleo storico del paese.

Salendo lungo la strada provinciale nº13 si incontra il santuario del Getsemani e, dopo pochi chilometri un bivio permette di raggiungere i ruderi di Capaccio Vecchio e la chiesa della Madonna del Granato posta sotto il Monte Calpazio. Continuando il percorso si giunge a Capaccio (il capoluogo), posto a 419 m s.l.m.

Capaccio è racchiuso in un piccolo altopiano sovrastato da est dal Monte Soprano e delimitato, da ovest in direzione di Agropoli, dal Monte Sottano. Da piazza Tempone a Capaccio Capoluogo si gode il panorama di tutta la pianura, di tutto il golfo di Salerno, della costiera amalfitana e dell'isola di Capri.

Da Capaccio capoluogo, scendendo la strada provinciale nº168, la cosiddetta Capaccio-Paestum, si raggiunge direttamente la zona archeologica di Paestum.

Nel territorio è ubicata l'area archeologica di Paestum, la città romana sorta sulla colonia greca di Poseidonia.

La zona archeologica di Paestum è uno dei principali parchi archeologici del mondo, dotato di un museo, ed è riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità. In essa si possono ammirare tre templi greci fra i meglio conservati del mondo. È anche caratterizzata dalla presenza di Via Magna Grecia, strada comunale che divide in due l'antica città di Paestum e spacca in due l'anfiteatro il quale risulta visibile solo per metà come tutta la città del resto che risulta evidentemente interrata e dalla presenza di numerose attività commerciali proprio all'interno della cinta muraria e numerose abitazioni che non rispettano i vincoli legali[5][6]. Già negli anni 70 si denunciava la speculazione edilizia selvaggia come denuncia un documento dell'Istituto Luce datato 3 giugno 1971[7].                                                                                                                                                                                                                                                                                          

Siti archeologici

PIATTI POVERI DEL CILENTO

 La pasta e fagioli è l’emblema di un’alimentazione sana ed equilibrata, eticamente corretta perché alla portata di tutti e democratica, ma soprattutto buona. La pasta e fagioli è stato anche il piatto preferito da Ancel Keys durante il suo lungo soggiorno in Cilento, quando il nutrizionista americano coniò il termine “dieta mediterranea” in riferimento allo stile di vita dei cilentani.

Ingredienti 

 fagioli
 pasta mista
1 spicchio di aglio
1 gambetta di sedano
olio

Procedimento

Soffriggete uno spicchio di aglio e una gambetta di sedano, con un goccio d’olio extravergine d’oliva. Versateci sopra i fagioli appena estratti dai baccelli e aggiungete un paio di bicchieri di acqua, coprite con un coperchio e lasciate cuocere per circa mezzora almeno. Dopo calate dentro la pasta e lasciate cuocere mescolando di tanto in tanto.


PIZZA CILENTANA

La  pizza cilentana richiede l'utilizzo dell'impasto per ottenere il pane, quindi si utilizza la semola di grano duro mescolata con la farina di grano tenero.
la salsa di pomodoro dovrebbe essere precedentemente cotta in pentola con un soffritto di cipolla in olio evo. Altra particolarità che distingue la versione cilentana da quella più nota della pizza margherita napoletana è l'utilizzo del formaggio caprino grattugiato o cacioricotta al posto del fiordilatte mozzarella di bufala, pur essendo la zona famosa per la produzione di quest'ultima.
L'uso come ingrediente del formaggio di capra è dovuto al fatto che questo è di gran lunga più facilmente conservabile rispetto alla mozzarella; nel Vallo di Diano si utilizza il caciocavallo al posto della mozzarella o del caprino e si utilizza l'impasto del pane di Padula.

Inoltre come ingredienti si utilizzano quelli tipici del Cilento, come ad esempio la noglia, salsiccia tipica del Vallo di Diano.
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